Ripartire dopo il COVID19

di Letizia

Riflessioni su eventuali strategie per la riapertura dell’attività ricettiva

Pensare a come si potrebbe riprendere con la nostra attività dopo un periodo di blocco totale senza precedenti costituisce una fonte di dubbi su molti aspetti del mondo del viaggio che determinano anche l’ospitalità. Naturalmente se si fermano i voli e i trasporti è un po’ difficile pensare a come si potrebbero riaprire le strutture ricettive. 

In questi casi la regola d’oro che bisogna tenere a mente è non avere paura.

In questo periodo in cui siamo costretti a fermarci possiamo approfittare del periodo per progettare le strategie per i mesi futuri perché sì, ricominceremo e ripartiremo più forti di prima, ma come?

Di seguito ti elencherò alcune riflessioni su possibili strategie da tenere a mente in questo periodo perché, a mio parere, il punto di partenza per non temere il futuro è essere sempre pronti.

Pensare secondo diverse ipotesi 

Questo periodo è ricco di domande: quando potremo ricominciare ad uscire di casa? Quando potremo tornare ad incontrare la gente? Quando riprenderemo a viaggiare?

Ecco quest’ultima è sicuramente una domanda che non ci fa dormire la notte e a cui nessuno ad oggi può rispondere con certezza. 

Il consiglio che mi sento di dare è quindi quello di ipotizzare diverse finestre temporali in cui potrete progettare una riapertura. Le novità potrebbero arrivare da un giorno all’altro e da quel momento basterà avere ben chiaro come muoversi. 

Il consiglio più importante su cui riflettere è la capacità di pensare a diversi scenari dal più pessimista al più ottimista

Reinventarsi

Quest’occasione ci ha fornito un pretesto per guardarci allo specchio e capire come migliorare la nostra attività. Anche se non avevamo avuto tempo per conoscere noi stessi sicuramente l’esperienza ci ha fatto conoscere i nostri ospiti: le loro nazionalità, i loro periodi preferiti, la durata media del loro soggiorno, la tipologia di ospite, il loro budget medio e con quanto anticipo progettavano il loro viaggio. In previsione di una stagione anomala, però, dovremmo mettere da parte queste previsioni generali e capire cosa sta succedendo attorno a noi e come cambieranno le dinamiche nei mesi futuri. Ogni punto di cui parlerò potrà offrirti nuovi spunti per rivoluzionare il tuo modo di ospitare.

Mancanza del mercato estero

 Il punto di partenza per progettare strategie per la stagione 2020 è senza dubbio la concentrazione di su un mercato prevalentemente italiano. Per motivazioni oggettive e soggettive la tendenza a viaggiare si registrerà quasi esclusivamente su viaggiatori del territorio italiano che, a quanto si prospetta, potranno liberarsi prima dai vincoli dovuto ai rischi epidemiologici. Quanto al mercato estero rimangono molti dubbi dovuti sia all’aspetto oggettivo dei blocchi governativi, sia per quanto riguarda lo stop dei trasporti, soprattutto delle compagnie aeree. 

Per questi motivi dovremmo rivedere le nostre attività abituali di marketing e revenue dal punto di vista di un mercato italiano. Cosa sappiamo del mercato italiano? Cosa possiamo comunicare all’interno di un target nazionale? Come possiamo attirare potenziali ospiti del nostro territorio?

Comunicare attraverso nuove strategie

Dal punto di vista della comunicazione dovremmo ragionare su nuovi parametri che sono subentrati nel criterio di programmazione del viaggio dei potenziali clienti.

Ad oggi la parola d’ordine è sicurezza. Tutti cerchiamo la sicurezza e la possibilità di non correre alcun rischio. Quante volte abbiamo pensato che questa situazione, nuova per ognuno di noi, cambierà per sempre il nostro stile di vita o il nostro modo di relazionarci?

È dunque il caso di comunicare le nostre modalità di lavorare che possano tranquillizzare gli utenti che stanno programmando un viaggio. Perché non dimostrare l’attenzione alla pulizia degli spazi privati e non della nostra struttura? Possiamo rassicurare tutti riguardo i nostri metodi di igienizzazione delle camere, sulla garanzia di igiene della biancheria e su come cambieremo il nostro modo di gestire i servizi di ristorazione o della piscina o degli ambienti di aggregazione. Quindi è bene, anzi obbligatorio, pensare a nuove modalità di gestione della struttura e di tutte le procedure che richiedono un contatto con il cliente.

Proprio perché cambia il modo di viaggiare, molti utenti prediligeranno nuove modalità di scelta della meta ideale per un breve soggiorno. 

Accorciare i tempi e accorciare le distanze

È inevitabile riprendere a vivere in un mondo in cui molti settori economici avranno subito danni e crisi. Cosa rimane del leisure? Purtroppo le conseguenze delle crisi negli altri settori si ripercuoteranno su un turismo che proseguirà più lentamente. 

Fermo restando che purtroppo molti italiani non avranno la possibilità economica di viaggiare, mentre altri avranno un periodo ridotto di ferie. Qual è la risposta? Incentivare i soggiorni brevi

Elaboriamo delle strategie di comunicazione che diano spunti e ispirazione per visitare la nostra meta. 

Un messaggio immediato, supportato da una bella grafica, che faccia breccia sull’utente che vorrebbe approfittare di un week end per una breve pausa. Concentrare in una comunicazione breve le motivazioni per cui vale la pena scegliere voi: il territorio, le attività esterne e quelle interne nella vostra struttura. Questi aspetti fanno parte delle fasi iniziali che precedono la scelta e la prenotazione in cui il peso della comunicazione social è fondamentale.

Finalizzare prenotazioni secondo la nuova tipologia di domanda

Oltre alla nuova immagine della struttura, dovremmo occuparci di come impostare le politiche tariffarie per andare incontro ad un mercato diverso a cui dovremmo rispondere con una nuova offerta. 

Come abbiamo già argomentato, l’esigenza dei viaggiatori è quella di organizzare una vacanza breve, per cui meglio evitare soggiorni minimi, anche per l’alta stagione.

L’argomento budget può metterci in difficoltà riguardo le tariffe a cui vendiamo e risulta difficile poter dare consigli oggettivi dal momento che si tratta di un aspetto strettamente legato alla tipologia di struttura, al target, e al brand alla quale è legata.

Si potrebbero intraprendere due percorsi differenti: 

  • mantenere i prezzi considerando che la mancanza di turismo non è dovuta al prezzo ma ad altre problematiche esterne. Dunque, non riempiremo la struttura impostando tariffe al di sotto della media. Inoltre, se si tratta di una struttura di un certo livello si rischierà di compromettere la reputazione attirando un target a cui solitamente non si ambisce
  • abbassare i prezzi è sicuramente una scelta più “democratica” in cui dimostriamo di voler andare incontro a chi ha meno possibilità di budget rispetto agli anni precedenti, soprattutto durante l’alta stagione. Questa strategia può risultare pericolosa per il mercato turistico e favorevole a scatenare la “guerra dei prezzi” che, a prescindere dalla crisi di questo anno particolare, non fa mai bene. Quindi massima attenzione!

Ognuno può pensare al proprio metodo da seguire, fermo restando che ciascuna strategia va inquadrata nel breve, medio e lungo termine. Quest’ultimo ancora più difficile da definire.

Last minute: a proposito di breve termine, in un periodo di incertezza la conseguenza naturale sarà quella di prenotare sotto data evitando così imprevisti all’ultimo minuto e navigando a vista. Perchè non sfruttare in questo caso l’occasione per aumentare il ricavo nell’offerta last minute? Bisogna anche pensare a come colmare le perdite di questi mesi!

Anche se è ancora presto per toccare con mano il nuovo mondo del turismo post epidemia sarebbe utile pensare a come adattarsi alla situazione che si prospetterà. Ciò che importa è affrontare tutto con coraggio e dignità. Solo uniti si può vincere!

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