Airbnb e le strategie contro lo stop della pandemia da Covid19

di Letizia

Le novità della community californiana in tempi di crisi economica, sanitaria e sociale

Fondo di 250 milioni di dollari in aiuto agli host

Dopo aver rimborsato le cancellazioni causate dal blocco della pandemia, il CEO di Airbnb Brian Chesky, ha annunciato lo stanziamento di un fondo di 250 milioni di dollari in aiuto agli host che hanno subito perdite in seguito alle numerosissime prenotazioni rimborsate contestualmente allo stato di pandemia da Covid19 annunciato dall’OMS l’11 marzo 2020. 

Il fondo messo a disposizione dalla piattaforma servirebbe infatti ad aiutare gli host attraverso la possibilità di ricevere il 25% dell’importo della cancellazione (non dell’intera prenotazione). 

Le condizioni entro le quali è possibile accedere al rimborso sono molto precise. In breve, la quota verrà emessa per le prenotazioni effettuate entro il 14 marzo con data di check in compresa tra il 14 marzo e il 31 maggio. Oltre quest’ultima data Airbnb si riserva la possibilità di adoperare soluzioni differenti in base allo scenario epidemiologico e alle misure governative che si prospetteranno. Dunque le cancellazioni per prenotazioni con data di check in oltre il 31 maggio al momento non sono coperte da alcun sussidio. 

Per consultare nel dettaglio tutte le informazioni visita la pagina ufficiale   https://bit.ly/2xFagse

Oltre a queste misure che tentano di colmare vuoti inaspettati nelle entrate degli host, Airbnb dichiara ufficialmente anche un fondo di aiuti ai superhost da 10 milioni di dollari. A questa quota di assistenza potranno accedere i superhost che non potranno far fronte a spese di affitto o mutuo e che potranno richiedere fino a 5.000 dollari. Per approfondire i criteri e le modalità per accedere  https://www.airbnb.it/superhostrelief

Naturalmente le iniziative di flessibilità sono già attive anche per gli ospiti che potranno ricevere un rimborso o dei crediti di viaggio per prenotazioni future. 

Accoglienza per il personale sanitario

Airbnb ha risposto anche all’emergenza del sistema sanitario che ha richiesto un arruolamento eccezionale di risorse in ambito medico e infermieristico.

Per far fronte alla richiesta di alloggi per i professionisti sanitari fuori sede (e non solo), il portale si è trasformato in una piattaforma in grado di far incontrare host con abitazioni disponibili con medici e infermieri. L’iniziativa permette di conciliare una domanda ad un’offerta di alloggi disponibili gratuitamente o a prezzi simbolici. Da entrambe le parti infatti è possibile far conoscere la propria situazione attraverso richieste formali vagliate e ammesse in base a criteri di tipologia di alloggio e disponibilità di esso. La possibilità di aiutare chi sta combattendo in prima linea contro la malattia è sicuramente un enorme aiuto anche per chi sceglie responsabilmente di isolarsi anche dalla famiglia per evitare ogni rischio. Dalla parte degli host si offre la possibilità di affittare casa senza regime di commissioni e informazioni per sanificare gli alloggi https://bit.ly/3eomfv3 e https://bit.ly/3bi5kIC 

L’opportunità dei soggiorni a lungo termine

Data la forte crisi, anzi, blocco totale che sta vivendo il turismo di cui è difficile stimare una data in cui torneremo alla normalità, la soluzione più immediata potrebbe essere l’offerta di affitti mensili. 

Per molti host che dovranno fare i conti con la mancata liquidità che un alloggio vuoto comporta, la soluzione più naturale da tentare sarebbe quella di offrire una sistemazione ad un prezzo agevolato e avvantaggiare chi è in cerca di un affitto mensile. 

All’interno dei long term stay si possono considerare i soggiorni di durata superiore alle 28 notti. Una sezione apposita agevolerà la ricerca da parte del guest potrà ricercare direttamente gli alloggi disponibili con soggiorno minimo di 28 notti. 

Consiglierei di considerare questa proposta come una soluzione a medio e lungo termine in vista di una stagione difficile o totalmente annullata. Molto probabilmente sarà indicata per le grandi città. Le possibilità che potrebbero essere richieste sistemazioni per lunghi periodi è anche sostenuta dalla scoperta (o riscoperta) dello smart working, una soluzione affascinante per chi sogna di cambiare spesso città innescando una routine che non lascia dietro il lavoro ma che include possibilità di vivere contesti locali conosciuti sempre in brevi soggiorni di vacanza. Naturalmente non può essere una soluzione adatta a tutte le tipologie di sistemazioni, a tutti i tipi di ospitalità o a tutti i contesti territoriali ma valutare l’idea non costa nulla.

Lancio delle Esperienze online

Dopo aver assistito al boom del turismo esperienziale fatto proprio da Airbnb con le sue attività legate alla conoscenza dei territori, oggi incontriamo la novità delle esperienze online, progettate per vivere emozioni e scoperte direttamente da casa

Questa novità però, non nasce come una mera occasione di guadagno in tempi difficili, ma come soluzione alle categorie più fragili affette dalla solitudine causata dall’isolamento sociale. Come si legge all’interno della pagina ufficiale, infatti, Airbnb si avvale della collaborazione con associazioni di volontariato che facilitano la possibilità di interazione a distanza anche per gli anziani

Il prezzo parte da un importo minimo di un euro e permette di accedere a diverse tipologie di esperienze. A ciascuna delle quali è possibile assistere insieme ad altri partecipanti attraverso un link Zoom. Facendo un giro all’interno dell’apposita pagina noterete come sarà possibile scegliere all’interno di una vasta gamma di tipologie; dalla lezione sportiva a quella enogastronomica, dall’intrattenimento alle intramontabili lezioni di ballo e meditazioni del mondo orientale.  

Le iniziative di cui abbiamo parlato dimostrano una volontà di affrontare il problema. Certamente non è facile porre una soluzione per tutti, ma sicuramente si presenta una serie di azioni possibili da proporre tentando almeno di risollevare alcune situazioni molto difficili. Un’apertura che forse nessuna grande industria del turismo ha ancora adoperato per andare incontro agli host che, di fatto, portano enormi guadagni anche alle maggiori OTA utilizzate in tutto il mondo occidentale. Airbnb ha comunque fatto la sua parte e dimostrato di esserci con una comunicazione umana e diretta da parte di Brian Chesky che senz’altro hanno mostrato come una piattaforma mondiale (nata già in risposta alla crisi del 2008) sia in grado di sapersi muovere all’interno di una crisi epocale come quella che stiamo vivendo. 

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